CALENDARIO ESCURSIONISTICO 2018

(clicca sulla scritta blu del titolo per leggere le relazione dell'uscita)

per maggiori informazioni scrivete al nostro indirizzo e-mail info@gem-mozzo.it


Giovedì 18 gennaio: assemblea ordinaria Soci GEM
Consueto appuntamento annuale che raduna attorno ad un tavolo i Soci del Gruppo e coloro i quali per il Gruppo, si occupano direttamente di organizzazione, di preparazione, di programmazione.
È un'occasione molto importante perché ci si può confrontare, aggiustare il tiro sulle scelte che il Consiglio si propone di realizzare e molto altro ancora.
Le scelte del Gruppo e la sua attività dipendono anche da questo incontro: ecco perché è importante non mancare.

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Sabato 20 gennaio: Campelli di Schilpario
Panorama mozzafiato, in una valle con montagne dolomitiche, per una bellissima e facile camminata di circa 1h30 - 2h.
Per raggiungere i Campelli (fino al passo omonimo) occorre arrivare a Schilpario, e proseguire con la strada per il passo del Vivione fermandosi alla curva dove c'è la sede del campo avventura (località Fondi).
Lasciata l'auto, si entra nel bosco per raggiungere prima il rifugio Cimon della Bagozza, da cui proseguire poi raggiungere la malga bassa di Campelli dove si apre un primo ampio pianoro (circa 60 minuti dai Fondi).
Altri 30-40 minuti per arrivare alla malga alta dei Campelli, dove si aprono i pianori alti e dove si può godere di uno splendido panorama circondati da montagne dominate dall'inconfondibile silhouette del Cimon della Bagozza.
Avvicinamento facile, senza pendenze significative e adatto a tutti, percorribile vista la stagione, con ciaspole o sci.

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Sabato 10 febbraio: Monte Guglielmo (m 1948) da Pezzoro
l nome originario assegnato alla montagna è quello in lingua lombarda, Gölem, erroneamente italianizzato in Guglielmo almeno dal secolo XVII, quindi, senza alcun riferimento al nome proprio di persona.
Il toponimo è infatti il corrispondente lombardo dell'italiano "colma" (dal latino culmen, culmine), ossia una montagna di media altezza con vetta priva di vegetazione e dai versanti poco impervi.
Il Gölem si trova a cavallo della dorsale che divide il solco della media Val Trompia dal bacino del Lago d'Iseo. La montagna culmina nel Dosso Pedalta (m 1957), massima elevazione della corona di montagne attorno al Sebino, ma la vetta del Gölem propriamente detto si trova poco più a sud, e prende il nome di Cima di Castel Bertino (1948 m), sulla quale all'inizio del XX secolo è stato eretto un imponente monumento al Redentore.
Tra le vette minori che compongono la lunga e discontinua dorsale del Guglielmo si ricordano la Corna Tiragna (m 1857) a sud-est, la Punta Caravina (1847 m) a nord-ovest, il Monte Stalletti (1717 m) ad est.
Sia il Dosso Pedalta che Castel Bertino si trovano all'interno del comune di Zone sebbene i confini dei comuni di Tavernole e di Gardone Val Trompia passino a poche decine di metri a est.
La montagna ha aspetto imponente e severo: facilmente identificabile, in assenza di nebbie e foschie, da ogni angolo della Pianura Padana centrale, troneggia sui rilievi circostanti le cui vette raggiungono altezze di gran lunga inferiori.
Il versante meridionale si presenta spoglio e arido, mentre le pendici occidentali sono ammantate da foreste di abeti sino al limite della vegetazione arborea, collocato intorno ai 1650 metri.
Notevole il panorama che si può ammirare dalle cime: nelle giornate limpide, specialmente d'inverno, si può avere una vista d'insieme dell'intero arco delle Prealpi Lombarde, fino ai grandi massicci alpini come l'Adamello e le Dolomiti di Brenta; una veduta dall'alto di tutta la pianura lombarda, sino agli Appennini che la chiudono a sud.

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Sabato 24 febbraio: Pizzo Spino (m 960) da San Pellegrino (SPOSTATA AL 24 MARZO)
L'escursione presentata in questa sede si svolge lungo il crinale che divide la Val Brembana dalla Val Serina, tocca due cime (il Pizzo Rabbioso e il Pizzo Spino) e attraversa ambienti molto panoramici.
È una perfetta escursione da fare a fine inverno-inizio primavera.
Partendo dalla frazione Pregalleno di S.Pellegrino (350 m) si sale lungo la Valle Valcava, si giunge alla Baita Valcava Bassa e si prosegue passando sotto la Corna Maria.
Superate un paio di vallette si arriva al colle; da lì si scende una decina di metri fino ad incrociare il sentiero 597.
Si prende il tracciato di destra e superate alcune baite e pascoli si arriva appena sotto la cresta; tenendo sempre la destra si scende un piccolo colle per poi risalire fino al Pizzo di Spino (960 m).

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Sabato 17 marzo: Cima Comer (m 1280) e Eremo S. Valentino (E) (SOSPESA CAUSA MALTEMPO)
Il monte Comer fa parte dell'articolato comprensorio montano dell'entroterra gardesano; è una cima, che per la sua collocazione, a balcone sul lago, è di grande interesse panoramico.
Arrivati a Sasso di Gargnano si attraversano i caratteristici vicoli del paese fino ad arrivare ad una fontana da cui dei cartelli segnaletici indicano direzione Eremo San Valentino e Cima Comer lungo il sentiero 31.
Dopo breve si entra nel bosco, il sentiero inizia a salire fino ad arrivare ad un punto panoramico sul lago di Garda.
Proseguendo si giunge ad un bivio da cui è possibile proseguire a sinistra su facile sentiero fino a Cima Comer oppure, a destra, verso l'eremo di San Valentino e dall'eremo con sentiero attrezzato fino a Cima Comer.
Seguendo a destra si giunge in pochi minuti ad una porta di legno che indica l'ingresso all'eremo di San Valentino: da non perdere la visita all'interno della chiesa.
La fatica della salita è appagata dalla splendida vista del lago e del monte Baldo e dal silenzio che rende questo posto unico.
Subito dopo inizia l'erto sentiero attrezzato che conduce verso Dito e Cima Comer.
Il cordino metallico aiuta la salita e dopo pochi tornanti si giunge ad un nuovo punto panoramico chiamato Pulpito.
Da qui si prosegue per la cima Comer che si raggiunge in circa un'ora di rapida salita nel bosco.
Si arriva prima ad un osservatorio panoramico sul lago di Garda e poi alla croce posta sulla sommità della cima.
Il ritorno avviene per il primo tratto sullo stesso sentiero preso per raggiungere la cima; entrati nel bosco si segue poi indicazione per il rifugio degli Alpini di Gargnano dal quale poi in circa un'ora si raggiunge il paese Sasso.

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Sabato 14 aprile: Monte Suchello m 1541 dalla Val Vertova
Una bella, tranquilla e sorprendente escursione al monte Suchello, una divertente montagna piramidale nella media val Seriana, a cavallo tra la selvaggia Val Vertova e la ridente Val Serina, che offre un bel panorama sulla Val Serina, la Val Seriana e sul maestoso versante sud del Monte Alben.
Il Monte Suchello è situato nella Val Serina, nel comune di Costa Serina, ed è caratterizzato dalla forma a tre punte e dal bosco che lo ricopre fino in vetta.
La nostra escursione inizierà dalla Val Vertova è uno dei luoghi più selvaggi e solitari delle Prealpi Lombarde.
Questa si stacca dalla Val Seriana e s'addentra per 12 km fino alle pendici meridionali dell'Alben.
Il percorso inizialmente si svolge su ampia mulattiera acciottolata ed è molto suggestivo, ma il tratto più spettacolare è al termine di essa, quando questa diventa sentiero e sale abbandonando il fondovalle. Proseguendo invece per qualche decina di metri, la valle si stringe ulteriormente formando uno spettacolare canyon. L'accesso a questo tratto è sbarrato da una grata che si aggira "a sbalzo" facendo attenzione di non finire in acqua. Oltre si guada e si prosegue nel canyon lungo una passerella in cemento e quando questo ridiventa praticabile, si guada nuovamente e si ritorna sul sentiero principale nel luogo delle "Sorgenti". Nei periodi di magra è qui che l'acqua inizia a sgorgare dalla ghiaia e forma il torrente.

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Sabato 5 maggio: Monte Legnone (m 2609) da Dervio (SPOSTATA AL 7 LUGLIO)
Il Monte Legnone è la cima più alta della provincia di Lecco e del settore più occidentale delle Alpi Orobie.
La vetta del Legnone si eleva a punto tale da essere chiaramente visibile da Milano e dalla Brianza.
Di bella forma piramidale con linee regolari, rappresenta il poderoso pilastro d'angolo tra il bacino del Lago di Como e la Valtellina, separando quest'ultima dalla Valvarrone, solco vallivo adiacente alla Valsassina.
Non risulta alpinisticamente molto interessante, dacché formata su tutti i suoi versanti soprattutto da sfasciumi ad eccezione del versante nord, che sprofonda per quasi 2.500 metri sulla piana di Delebio, peraltro in modo piuttosto irregolare e senza una vera e propria parete rocciosa.
È però assai frequentato dagli escursionisti, anche perché la vetta offre in assoluto uno dei migliori panorami della Alpi Centrali, non avendo alcuna sommità di simile altitudine nelle vicinanze e protendendosi sul lago e sulla bassa Valtellina tanto da restare isolata rispetto alla cresta orobica di cui è parte.
Nel massiccio del Legnone è presente una cima secondaria, posta ad occidente della vetta principale, che prende il nome di Legnoncino (1.711 m).
La via normale di salita, abbastanza facile, è sul versante della Val Varrone, ha inizio dal rifugio Roccoli Lorla e sale quindi lungo il crestone ovest.
Alcuni passaggi presso la cima sono attrezzati con corde fisse per agevolare la salita.
Un altro itinerario percorre la facile cresta sud-est, con partenza dai rifugi Alpe Scoggione o Alpe Legnone.
La cresta si raggiunge alla Bocchetta alta del Legnone (2395 m), sullo spartiacque orobico, per una strada militare. Essa presenta alcuni interessanti manufatti di trincea risalenti alla Prima guerra mondiale, parte di una seconda linea difensiva italiana che sarebbe diventata "prima" in caso di sfondamento della linea di combattimento attestata sui monti del gruppo Ortles-Cevedale.
Itinerari segnalati più impegnativi risalgono direttamente dal rifugio Alpe Scoggione: la Direttissima comporta il superamento di brevi passaggi di arrampicata fino al III grado.

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Domenica 20 maggio: Mare/Montagna
Nel mese di maggio è ormai consolidata l'escursione che unisce in qualche modo, due mondi estremamente diversi: il mare e la montagna.
Abbiamo esplorato sentieri lungo le due Riviere liguri, ci siamo spinti lungo alcuni sentieri delle Apuane e sempre abbiamo scoperto luoghi interessanti, ricchi di storia, di cultura, borghi sperduti nell'entroterra o sulle rive del mare e attività particolari come i cavatori di marmo o più ancora i "norcini" con il loro squisito lardo di Colonnata.
Mondi apparentemente lontani, ma che in comune hanno la bellezza della Natura che in modi diversi si esprime in tutta la sua potenza.
Anche quest'anno quindi, torneremo ad ammirare il mare dalle alture prospicienti, cercando ancora una volta ti scoprire l'interesse che può suscitare questo connubio "Mare-Montagna".
Il programma esatto verrà comunicato a tempo debito attraverso le pagine del sito.

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Sabato 9 giugno: festa GEM al Linzone
L'incontro sul Linzone, è l'appuntamento fisso di inizio giugno che non può mancare nella programmazione delle attività del Gruppo che ci vede raccolti in questa occasione attorno alla grande Croce di vetta posta negli anni 60 ad opera dell'allora Gruppo Alpinistico Crocette.
Giovani e meno giovani, amici nuovi ed abituali, tutti percorreranno i numerosi sentieri che portano alla cima: i più allenati arriveranno dal paese sottostante, chi vorrà camminare meno potrà partire da Valcava. Altri raggiungeranno la vetta a "bordo" di fiammanti mountan bike, amici sconosciuti saluteranno dall'alto, sospesi nell'aria con il loro parapendio.
Ognuno a modo proprio, ma tutti ci ritroveremo in un contesto naturale splendido, su questa ampia cima che da un lato si affaccia sulla pianura e dall'altro lascia scoprire le prime creste e le prime vallate delle nostre splendide Orobie.

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Sabato 16 giugno: Rifugio Occhi all'Aviolo (m 1930) / Bivacco Valerio Festa (m 2320) da Vezza d'Oglio
La Val Paghera è una valle alpina del parco dell'Adamello, tributaria laterale meridionale della Valle Camonica.
Si trova tra i comuni di Vezza d'Oglio ed Edolo ed è percorsa dal torrente Paghera che sfocia nell'Oglio all'altezza di Vezza d'Oglio.
Il suo imbocco si trova a 1100 m di quota nel paese di Vezza d'Oglio mentre la testata è data dal Corno Baitone a 3330 m di quota nel comune di Edolo.
È una valle molto estesa percorsa interamente dal torrente Aviolo che da nome al suo Lago ed alla Valle tra il lago stesso ed il Corno Baitone.
La nostra escursione parte da Vezza d'Oglio dove poco prima del paese (ancora in auto) si seguono sulla destra le indicazioni per la Val Paghera / Rifigio Aviolo: circa 6 km su una stretta strada di montagna ci portano al Rifugio alla Cascata, dove poco dopo la carrozzabile termina con un parcheggio nei pressi della teleferica a 1495 m di quota.
Imbocchiamo il sentiero con segnavia n.21 che da subito si inerpica nel bosco di abeti; molti gradoni su un sentiero ben tenuto spesso anche con tronchi ben posizionati, ci permette di salire in un fitto cespuglieto per poi sbucare in un ripido canale sassoso percorso da un torrente.
Poco dopo si arriva attraverso un pianoro alla galleria dell'Enel dove prendiamo a sinistra per arrivare così poco dopo al Rifugio Occhi all'Aviolo.
Il Rifugio è situato nei pressi dell'omonimo laghetto e della sua splendida conca a circa 1930 m di quota, ai piedi della parete nord del Baitone (m 3300) e del versante est del Monte Aviolo (m 2881).
Dal settembre 2003 il Rifugio è stato intitolato alla memoria di Alessandro Occhi, tragicamente scomparso l'anno prima a causa di una slavina su una cascata di ghiaccio in Val Grande.
Abbandonato il lago, fiancheggiando il torrente Aviolo dopo un breve tratto pianeggiante sul fondo valle dove incontriamo anche la Malga Aviolo, inizieremo a salire rapidamente zigzagando sul lato destro della vallata sino a raggiungere il Passo Galinera (2319 m) segnato da una targa commemorativa che ricorda un tragico incidente del 1949 che fa ricordare la prudenza ed il rispetto che si deve avere in montagna.
Continuiamo verso sinistra con un sentiero esposto sul sottostante versante prativo del monte.
Sono gli ultimi metri e li percorriamo il leggera salita facendo molta attenzione: in questo tratto, come pure tutto intorno al bivacco, i precipizi sono veramente notevoli.
Bellissimo il panorama sulle cime che lo circondano e sulle sottostanti vallate.

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Sabato 7 luglio: Pizzo Tambò (m 3279) dal Passo dello Spluga (SOSPESA)
Il Pizzo Tambò è la cima più alta della catena Mesolcina che, staccandosi dalle Prealpi Luganesi verso Nord, ha termine in corrispondenza del Passo dello Spluga, determinando il confine tra l'Italia e la Svizzera (Canton Grigioni).
La sua mole rocciosa è formata prevalentemente da rocce metamorfiche di solidità digradante dalla base verso la vetta, poco sotto la quale si trova anche una piccola porzione di dolomia.
È formata essenzialmente da tre versanti: il versante nord, svizzero, che scende sulla Tamboalp in territorio di Splügen, presentando una piccola vedretta ormai in quasi completo disfacimento (Tambogletscher) ed un lago che ne raccoglie la fusione; il versante occidentale, ancora svizzero, tanto scosceso quanto sovente sfasciumato e del tutto deglacializzato, del quale fa parte anche la incassata parete sud-ovest che cela alla sua base la minuscola "Vedretta del Tambò"; il versante orientale, italiano, che digrada piuttosto interrotto ma senza vere e proprie pareti sul Passo dello Spluga e sul bacino di Montespluga, presentando la più cospicua Vedretta della Spianata.
Verso sud la vetta digrada trasformandosi in una cresta ricca di vette secondarie (Pizzo Zoccone[1], la più rilevante) e andando a congiungersi alla struttura rocciosa del Gruppo del Ferrè.
È sostanzialmente impossibile stabilire quando avvenne la prima "vera" ascensione alla vetta del Tambò: la relativa facilità di salita del versante orientale può far senza dubbio supporre l'arrivo sulla sommità di altri prima del conquistatore "ufficiale", Johann Jacob Weilenmann con guida, nel luglio del 1859, proprio da quel versante.
Essendo la più alta vetta della regione e dunque offrendo un panorama eccezionale, essa è assai frequentata alpinisticamente, d'estate e d'inverno; la via "normale" di salita, che impone qualche cautela solo sulla breve cresta finale di roccioni e sfasciumi che adduce alla vetta, viene fatta iniziare generalmente dalla dogana italiana del Passo dello Spluga, e percorre interamente il crestone orientale, transitando a lato della tozza sommità del Tamborello (o Lattenhorn); è possibile salire anche dal versante svizzero (nord), in questo caso la via si congiunge a quella italiana appena sotto la citata cima del Tamborello.

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Sabato 21 luglio: periplo della Corna Piana da Valcanale (SPOSTATA AL 28 LUGLIO)
Escursione interessante che riunisce diversi tipi di terreno e paesaggio: si va dalla abetaia fresca e ombrosa, ai pascoli aperti, dal lago di media montagna, al passo alpino, dal ghiaione, alla cresta esposta.
La Corna Piana è una montagna delle Prealpi Bergamasche situata a cavallo tra la Val Brembana e la Val Seriana.
La sommità è formata da una cresta sulla quale spiccano le due vette che si trovano una all'estremità est e l'altra, la più alta, a ovest.
La cima est raggiunge i 2226 metri, mentre quella ovest è alta 2302 metri.
A sud della Corna Piana è situato il Pizzo Arera, mentre a nord una lunga e sottile cresta la collega al Corno Branchino e, più a nord, al Monte delle Galline.
Un avvallamento formatosi tra il rilievo della Corna Piana e il Corno Branchino ospita il Lago Branchino, laghetto alpino di modeste dimensioni alimentato dallo scioglimento delle nevi e dall'acqua piovana.
Sul lato ovest della Corna Piana passa il Sentiero dei Fiori, un sentiero che da maggio a giugno vanta la presenza di svariati tipi di fiori.

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Sabato 25 agosto: Madonnina al Pietra Quadra da Roncobello
Sempre molto partecipato questo appuntamento di fine agosto che vede incontrarsi nella valletta sottostante la cresta del Pietra Quadra ove è collocata la statua della Madonnina, decine e decine di persone.
Buona parte di queste raggiungono con non poca fatica l'aerea cresta della montagna, dove in posizione dominante è collocata la bianca statuetta della Vergine, mentre poi tutti assistono alla celebrazione della Santa Messa officiata ai bordi del laghetto, splendida perla in questa bellissima cornice montana.
Come da tradizione poi, anche il corpo dopo lo spirito, gode della festa e quindi ecco comparire quasi d'incanto dagli zaini (che sembrano sempre piuttosto pesanti e ingombranti), file interminabili di cotechini, bottiglie di vino, formaggi, torte, dolcetti, ecc., ecc.
Il bello della festa però, è quello di essere tutti insieme, in tanti a condividere le stesse emozioni e sensazioni, soprattutto se in questo si è aiutati anche da una bella giornata.
Questo appuntamento è organizzato in collaborazione con il Gruppo Alpini di Mozzo e quello di Roncobello.

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14 - 15 - 16 Settembre: Dolomiti
Statisticamente settembre si è sempre dimostrato un ottimo periodo per andare in montagna: tempo in genere più stabile, giornate ancora lunghe, temperature più gradevoli e magari qualche colore autunnale che inizia a colorire i boschi.
A questa proposta, la fantasia si è scatenata e non è stato difficile trovare mete anche ambiziose che potessero soddisfare qualsiasi aspettativa.
Tuttavia bisogna anche evitare che la scelta siano particolarmente selettiva con il rischio di soddisfare i pochi e escludere i molti.
Ecco allora che dopo numerose valutazioni si è deciso di tornare ancora una volta in Dolomiti per trascorrere tre giorni nei quali raccogliere il consenso e la soddisfazione di tutti coloro i quali vorranno partecipare.
Abbiamo scelto le Dolomiti perché questo ambiente al di là delle indiscutibili bellezze naturali, ben si presta a soddisfare ogni esigenza.
Dal semplice turista che desidera visitare luoghi e monumenti, a chi desidera solo passeggiare con tranquillità lungo comode strade forestali, a chi vuole salire in quota verso accoglienti rifugi o caratteristiche malghe a chi invece vorrà cogliere dopo lunghe salite l'ebbrezza delle cime più alte, tutti ne siamo certi, avranno modo di soddisfare le proprie aspirazioni.
L'area scelta come base per questa proposta è la Val di Fassa, ma il programma particolareggiato verrà definito nel corso dell'anno: per ogni informazione rivolgersi sempre in sede tutti i giovedì dalle 21,00.

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Sabato 6 ottobre: Vigna Vaga (m 2332) - Pizzo di Petto (m 2270) da Lizzola
Escursione bellissima, lungo un bel tratto del rinomato sentiero delle Orobie, con varietà di paesaggio uniche; ad ogni colletto che si oltrepassa, il panorama e l'andamento dell'escursione cambiano completamente.
Il periodo migliore è sicuramente l'autunno, con i suoi colori, luci e silenzi.
Per salire al Vigna Vaga esistono molte possibilità, ma questa traversata da Nord verso Sud è decisamente il percorso più appagante, con aspri paesaggi dolomitici che si alternano a bucoliche praterie.
In una tiepida e solitaria giornata autunnale si sosterrà volentieri in vetta ad ammirare la cerchia delle Alpi Orobie; unica accortezza salire prima che il gelo e le nevicate autunnali rendano difficoltosa la ripida salita sulle chine settentrionali della Forcella che separa questa cima dal Pizzo di Petto, l'altra importante cima che ci attende in questa entusiasmante cavalcata sulle cime Orobiche.

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Domenica 14 ottobre: 29° Trofeo Elisa - Luigi Masnada, gara di regolarità a coppie
Con l'edizione del 2018 arriviamo al 29° appuntamento con questa simpatica gara autunnale che ci permette di scoprire e riscoprire sul nostro territorio percorsi di grande suggestione in una cornice di colori propria della stagione.
La marcia di regolarità a coppie che caratterizza la manifestazione è una piacevole occasione di ritrovo per camminare insieme, per divertirsi insieme e perché no, per provare ad avvicinarsi al tempo reale di percorrenza del tragitto, lungo il quale è necessario adottare andature diverse.
Questo non scoraggia nessuno e le sorprese sono sempre assicurate al momento della proclamazione della coppia vincitrice, dove l'esperienza delle passate edizioni ci dice che non esistono limiti d'età per aspirare alla vittoria.
Tutto questo in attesa del 2019, quando festeggeremo la 30° edizione del Trofeo Masnada che si preannuncia già ricca di sorprese.

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Sabato 10 novembre: Monte Cornagera (m 1312) da Aviatico (SPOSTATA AL 17 NOVEMBRE)
Grazie alle sue pareti rocciose a ai suoi torrioni di roccia dolomia, la Cornagiera è divenuta nel tempo un'ottima palestra d'arrampicata.
Su questi pinnacoli si sono formati alpinisti quali i fratelli Giuseppe e Innocente Longo e Garlini (ai quali sono intitolati due torrioni), Agostino Parravicini e Carlo Nembrini.
Dalla sua vetta, nonostante la non eccezionale altitudine, è possibile godere si un ampio panorama sulla Val Seriana e sull'altopiano di Selvino-Aviatico e su gran parte delle principali vette orobiche: dall'Alben alla Presolana fino alle cime più elevate del Coca e del Redorta.
Volgendo lo sguardo verso ovest, sarà la mole del Monte Rosa a dominare l'orizzonte.
In questo ambiente suggestivo, concluderemo il 29° anno d'attività del nostro Gruppo e come sempre nell'allegria generale, brindando con un ottima tazza di vin brulé alle belle avventure appena concluse e a quelle che il nuovo anno ci offrirà.

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Domenica 25 novembre:S. Messa e pranzo sociale
Dopo un lungo anno di attività, è importante potersi fermare un attimo per fare un punto della situazione, giudicare il proprio operato e trarne il meglio per guardare al futuro sempre con entusiasmo ed ottimismo.
Ecco quindi che la giornata del 25 novembre 2018 diventerà l'occasione per un incontro tra Soci e simpatizzanti dove si ripercorreranno le tappe dell'attività appena conclusa in una cornice di festa e allegria.
La Santa Messa e poi il pranzo sociale, diventeranno occasione per creare la giusta atmosfera, spirituale e conviviale per stare insieme in serenità e scambiarci gli auguri per le feste natalizie ormai vicine.

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G.E.M. Gruppo Escursionistico Mozzo      E-mail: info@gem-mozzo.it