21 marzo: Monte Zucco (da San Pellegrino)

La salita allo Zucco da San Pellegrino, è un'interessante escursione a pochi chilometri da casa, nella rinomata cittadina termale conosciuta anche per le sue famosissime acque minerali.
San Pellegrino è attraversata dal fiume Brembo e solcata da parecchie valli e sentieri che portano alle innumerevoli frazioni e cime che la circondano.
Partiamo da Mozzo alle 7,30 e dopo mezz'oretta siamo pronti ad iniziare il nostro percorso verso lo "Zucco", posto a sud nel gruppo del Sornadello.
Prendiamo subito una carrareccia, molto ben tenuta che passa dalla Baita Alpina "Foppette" con tanto di bandiera, sentinella e aquila, simboli che ricordano l'importanza degli Alpini e diventa poco dopo un bel sentiero che si inoltra nella Valle Merlanga guadando un paio di volte o tre il torrentello canterino che ci regala dei bellissimi scorci con scivoli d'acqua.
Superiamo il bivio del sentiero panoramico difficile (EE) più noto come "Vertical" molto impegnativo, ma molto adrenalinico che sbuca proprio sotto la Croce di vetta.
Scopriamo però che anche il nostro percorso non scherza affatto; comincia ad inerpicarsi sul lato della montagna con una serie di curve a volte molto strette e traversi alquanto esposti e quando riesci a vedere la luce, là in alto al Passo-forcella e ti sembra di uscire dal bosco, c'è ancora una vallecola da superare, ma ormai ci siamo.
All'incrocio c'è un notevole movimento di escursionisti provenienti dal più facile itinerario di Sant'Antonio Abbandonato e adesso bastano solo 15 minuti per affrontare l'ultimo tratto che porta alla vetta a picco sulla Valle Brembana, appunto lo "Zucco" e vedere la grande Croce che resta nascosta fino all'ultimo momento.
Il panorama è semplicemente grandioso, dalle cime vicine come lo Spino, il Rabbioso, il Molinasco, il Sornadello a quelle più maestose in lontananza, parzialmente coperte da neve come l'Arera, il Menna, ecc., ecc., ma è certamente impressionante la vista del Brembo che scorre nel bel mezzo di San Giovanni, San Pellegrino e altri paesi.
È davvero notevole la Croce di ferro con una altezza di 20 metri realizzata nel 1965 dal Gruppo Escursionistico San Pellegrino, utilizzando pezzi di traliccio elettrico donati dalle Acciaierie Falck, lo stesso gruppo che ha poi realizzato nel 1981 in località Foppi a metri 1150 (poco sotto lo Zucco in ottima posizione) il loro rifugio "G.E.S.P.
Ci sistemiamo qua e là tra un sasso e una pietra per la sosta pranzo anche se mezzogiorno è ancora lontano e ci godiamo oltre al panorama, il tepore che ci regala il sole quando ogni tanto sbircia tra le nuvole (non era del tutto sbagliata la previsione di Carmine che assicurava niente precipitazioni, ma non era nemmeno del tutto sbagliato dubitarne visto come si presentava la mattinata).
La discesa, lungo il percorso di salita, è da fare con molta cautela e anche se il sentiero è in buone condizioni non bisogna sottovalutarne l'esposizione e i pericoli in generale che a volte, come in questo caso, possono nascondersi sotto l'abbondante manto di foglie di carpino e faggio, pur se piacevole e armonioso è sentire il "cric-crac" del calpestio; bastano appena due o tre curve per renderci conto della ripidità del sentiero tanto che i primi del gruppo sembrano addirittura cento metri di dislivello più sotto.
Fuori dai punti più pericolosi ci soffermiamo ad ammirare la bellezza della prorompente fioritura primaverile con primule, anemoni all'infinito: che spettacolo!
Un bellissimo itinerario immerso nel fitto lussureggiante bosco che può diventare intimo e perfino rilassante se affrontato con giusto passo.
Ci fermiamo al "Töt post -Lazzaroni" per la solita degustazione caffè, birre, stuzzichini e patatine, immancabile momento di scambio emozioni e imprimere nella mente le immagini e esperienze della gita appena conclusa, poi dritti fino a Mozzo senza alcun intoppo.

Dislivello quasi 900 metri in tre ore per l'andata e 2 per il ritorno.

Alla prossima!

 

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G.E.M. Gruppo Escursionistico Mozzo      E-mail: info@gem-mozzo.it