21 febbraio : Albino - Selvino

La seconda uscita del 2026, Albino-Selvino passando tra grotte e cave di Alabastro, era in programma il 17 gennaio, perché corta, adatta a tutti e considerata un'ottima scelta per iniziare la nuova attività escursionistica, purtroppo però rimandata per brutto tempo un paio di volte.
Viene quindi riproposta oggi, 21 febbraio, in sostituzione della titolata "Rifugio Santamaria in Leten metri 1765" in quanto in questi ultimi giorni ha nevicato copiosamente tanto da rendere pericoloso il percorso.
Quindi ci apprestiamo a trascorrere una giornata piacevolmente curiosa e a vedere questi spettacoli della natura a due passi da casa e sconosciuti ai più.
Parcheggiamo verso le otto nello spazio della seggiovia Albino-Selvino, percorriamo qualche via asfaltata prima di imboccare l'antica mulattiera, ora sentiero CAI 550, un tempo chiamata Strada di Rocia o di Rocola che era il collegamento tra le Valli Brembana, Valtellina, Bergamo; molto bella, ben tenuta e molto frequentata.
Dalla cappelletta della Madonna delle Nevi siamo immersi nel verde dell'erba fresca e dalle imponenti fioriture di primule e anemoni; conosciamo bene le montagne sopra questa vallata perché salite più volte come per esempio il Cereto alla nostra sinistra, ma non abbiamo mai percorso questa vallata che si rivela davvero spettacolare: parliamo della Valle Albina.
Un'insenatura ti regala una piccola pozza d'acqua, una scanalatura nascosta, un balcone bella vista, fino alla prima freccia che indica "cave di Alabastro" una pietra chiara e lucente usata per ornamenti, colonne ecc.
È molto emozionante vedere da vicino e immaginare il lavoro fatto qui, in posizioni impervie, anche se molto tempo fa.
Si ritorna sulla mulattiera principale passando sull'altra sponda del torrente Albina e proseguiamo per la grotta "Scabla" una cavità naturale a quota 790 metri nel monte Nigromo dove, durante la campagna di scavi 1966-1968 per interessamento della Soprintendenza alle Antichità della Lombardia, sono stati trovati diversi resti come ossa, cocci, spilloni, olle, risalenti all'età del rame.
Varie piccole soste a punti interessanti prima di raggiungere "Selvino in festa" pullulante di persone, nonché bambini chiassosi sulla neve.
Ci facciamo un pensierino pure noi, ma ci sistemiamo per il pranzo nei pressi dell'oratorio.
La giornata primaverile ti invita a crogiolarti al sole, ma sei disturbato dai "giocherelloni" del Gruppo che si divertono a tirare quella poca neve rimasta e a dondolarsi sull'altalena.
Riattraversiamo Selvino per riprendere la nostra mulattiera, a quest'ora sorprendentemente vuoto e silenzioso (tutti a pranzo!).
Scendiamo lentamente, chiacchierando, proprio senza fretta per rimanere il più possibile in mezzo a questa natura, ma adesso riposati e rifocillati non possiamo ignorare la grotta "Paradis di Asegn", la più grande e significativa.
Il sentierino come gli altri che portano all'accesso alle grotte è stato recuperato e sistemato dai volontari del CAI di Albino (un lavoro notevole) e questo inizia in discesa e scende per un bel po' sotto una ripida parete per poi risalire con l'aiuto di staffe e cordini fino ad arrivare alla grande cavità naturale: interessantissima.
Scrutiamo ogni crepa, concrezione, fessura, qualche gobba strana evitando le gocce che cadono, raccolte in vari secchi sul fondo della grotta: che spettacolo!
Molta attenzione a scendere perché le rocce sono leggermente umide, senza mai staccare assolutamente le mani dalle protezioni: che tratto adrenalinico!
Sicuramente è un'esperienza molto appagante che soddisfa la nostra curiosità di conoscere le bellezze e il vissuto del nostro territorio.
Al rientro solita meritata sosta caffè al bar vicino ai campi sportivi di Albino, dove è in corso una partita e si fatica molto a trovare quattro posti, ma i saluti al bar con gli amici del Gruppo prima del rientro, sono doverosi e non se ne può fare a meno.
Niente code fortunatamente e siamo a Mozzo alle 16,30 circa.

Tempo impiegato circa 5 ore - dislivello 650/700 metri - lunghezza 12 km.

Alla prossima!

 

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G.E.M. Gruppo Escursionistico Mozzo      E-mail: info@gem-mozzo.it