7
marzo: Monte Resegone (da Brumano)
Vetta in sospeso dall'anno scorso quando non raggiuntala abbiamo
optato per un bel giro sul sentiero delle carbonaie e del "poiàt",
ma quest'anno riprogrammiamo per bene perfino con ottime previsioni
meteo.
Partiamo da Mozzo alle 7,30 con destinazione Brumano, Valle
Imagna, e per evitare la prima parte del sentiero sempre scivolosa
e dissestata, parcheggiamo un po' dopo la chiesetta.
Dice Carmine: "più avanti c'è un bel parcheggio
sulla strada per Fuipiano" e praticamente arriviamo in località
"La Stanga".
Iniziamo quindi la nostra escursione sulla carrareccia che porta
al rifugio Resegone e dopo alcuni minuti deviamo su sentiero dove
spicca oltre al solito "Divieto di caccia" un curioso
cartello con la scritta "Confine Provinciale"; sentiero
che porta al rifugio del Grande Faggio, chiamato anche "Il
Foo del Büs" perché cresciuto nascosto in una
vallecola, un buco "büs" per l'appunto.
Il Grande Faggio ha un diametro di 130 centimetri, alto 30 metri
e si stima abbia 200 anni: assoluto rispetto per un simile esemplare
anche se non è l'unico però che incontriamo lungo
il sentiero che conduce proprio davanti a una serie di grandi
faggi (da custodire gelosamente).
Proseguiamo all'aperto verso l'incrocio per Morterone, Costa del
Palio e svoltiamo a sinistra ancora nel bosco dove cominciamo
a calpestare la prima neve e all'incrocio col sentiero che viene
da Brumano troviamo ad aspettarci il nostro "Alpino"
Franco.
Appena fuori dal bosco e di nuovo all'aperto ci si presenta in
tutta la sua grandiosità la splendida parete che sale alla
sommità del mitico Resegone, conosciuto anche come monte
Serrada che confina con la provincia di Lecco dove presenta profili
aspri e scoscesi a differenza del versante bergamasco caratterizzato
da profili più dolci.
Particolare anche la cresta nord-sud caratterizzata da molte cime
e punte tra le quali spicca la più alta, la punta Cermenati
con i suoi 1875 metri d'altezza e che stiamo risalendo proprio
in questa escursione.
Il Resegone è composto da roccia della Dolomia Principale
e acquisisce una bella colorazione rosa quando al tramonto è
baciato dai raggi del sole (come le Dolomiti) e purtroppo non
presenta acqua in superficie.
Questo spettacolare muraglione, è disegnato da una bella
traccia "scolpita" nella bianca neve a motivo del passaggio
di tantissimi escursionisti che colorano tutto il tragitto, meglio
di un quadro del più bravo pittore.
Si sale piano piano
assaporando il piacere di calpestare un'ottima neve, molto soddisfacente.
Al rifugio Azzone collocato sulla cresta a pochi minuti dalla
punta vera e propria, una ragazza alquanto impaurita, decide di
continuare la salita seguendo con fiducia una nostra escursionista
e arriva felice alla vetta: che magia! e che bello questo panorama
a 360 gradi grazie al cielo limpido, dove l'occhio corre lungo
il versante lecchese con il lago o il versante bergamasco con
i vicini Canti e tante altre cime.
Qualche foto ricordo sotto la particolare Croce e lasciamo la
cima, che è solo poco più di una terrazza per sistemarci
sulla terrazzina del rifugio a picco sul canalone, al sole e al
caldo.
Pranzetto veloce perché vogliamo scendere prima che la
neve si ammolli troppo rendendo pericolosa la discesa e soprattutto
perché vogliamo approfittare della prima uscita GEM 2026
sulla neve dove ci piace sentire ancora il "crac- crac"
dei nostri passi che si posano sicuri e felici sulla neve dura,
anche se dopo aver tolto i ramponi ogni tanto nel bosco si scivola,
ma senza alcun pericolo.
Andiamo al rifugio Resegone dove si mangia bene, dicono e incontriamo
vari amici, ancora a tavola.
Non è tardi, ma la giornata pienamente trascorsa sembra
così lunga che dopo dolcetti e caffè possiamo tornare
sulla carrareccia fino alle auto, chiudendo con questo bellissimo
anello la nostra escursione in totale relax.
Abbiamo però un problema: si stanno cercando delle racchette
al rifugio, forse scambiate per errore, visto che stamattina qualche
"monello" dispettoso, ne aveva nascoste un paio per
scherzo.
Non sarà che il vecchio proverbio abbia ragione e "chi
la fa l'aspetti" ?!
Comunque gita-escursione molto appagante e soddisfacente senza
ombra di dubbio e come solito in ottima compagnia sempre più
consolidata: siamo o non siamo un gruppo? ma certo che sì
perbacco!
Ritorno senza alcun intoppo.
Dislivello 960 metri in 6 ore circa totale.
P.S.: molto carino e sincero il pensiero del rifugio Resegone
che ha messo a disposizione rami di fresca mimosa per la festa
della donna del giorno dopo. Grazie!
Alla prossima!