31 gennaio: Monte Molinasco (da Cornalita)
Dopo circa due mesi dall'ultima
uscita del 2025, giusto a novembre per la chiusura con il vin
brûlé, riprendiamo oggi dopo il rinvio della prima
escursione del programma 2026 a causa del maltempo, ma che cercheremo
di recuperare al più presto.
Partiamo da Mozzo alle 7,30 e subito troviamo il solito rallentamento
nella zona Almè, poi filiamo veloci per Cornalita (frazione
di San Giovanni Bianco) dove arriviamo verso le 8,30.
Tipico il nucleo antico della frazione, con stradette strette
e un piccolo parcheggio vicino alla chiesa dedicata al Corporis
Christi costruita attorno all'anno Mille e ritenuta la chiesa
più antica di San Giovanni Bianco; consacrata nel 1447,
conserva al suo interno molti affreschi e perfino sulle colonne
del grande portico a lato a testimonianza di un grande culto Mariano.
Percorriamo le viuzze del piccolo borgo e poco dopo prendiamo
il sentiero che si inoltra nel bosco; una freccetta in legno indica
"Molinasco" e "Acqua della fame 40 minuti":
la definizione ci incuriosisce assai, cosa sarà?
Il primo tratto pianeggiante costeggia l'ultima casa con prato,
alcune arnie delle api e si inoltra sempre più nel fitto
bosco caratterizzato da parecchi canalini e da una esplosione
di ellebori (i nostri comuni bucaneve).
Incrociamo una piccola cascatella e subito dopo un ponte a griglie
che scavalca un bel torrentello: che sia questa l' "acqua
della fame"? sarà un'acqua miracolosa?
Non ne siamo certi, ma le uniche indicazioni che abbiamo visto
sono quelle relative al "Sentiero delle lumache" e del
"Pizzo Grande".
Finora il sentiero è stato comodo e poco faticoso, ma adesso
affrontiamo seriamente la salita, senza tregua, per almeno un'oretta.
Sali, sali, sali, ogni tanto qualche traverso in piano ti dà
respiro, mentre la vista è allietata dalla incredibile
fioritura di ellebori e dai verdi toni accesi del muschio fresco
ancora umido: bellissimo!
Arriviamo finalmente all'incrocio per Alino, Molinasco; una piccola
sosta al sole e procediamo su neve per altri 15 minuti ancora
nel bosco ed ecco la cima caratterizzata dalla tipica Croce a
due braccia a picco sulla valle Brembana.
La bella giornata offre un panorama a 360 gradi sulle tante vette
che circondano la nostra piccola montagna, appena 1182 metri,
il Ronco o Molinasco, considerato il monte dei Sangiovannesi;
ci incuriosisce e ci diverte individuare i vari nomi delle cime
che chiudono il nostro orizzonte attraverso i "tubi monoculari"
sapientemente installati sulla cima: quello è l'Arera,
quello è l'Alben, quello
Peccato per quella piccola velatura a fondo valle che offusca
un po' San Pellegrino, il corso del Brembo, San Giovanni Bianco.
Soddisfatti del bellissimo panorama, scendiamo per pranzare al
vicino rifugio degli Alpini in bella e comoda posizione dove sostiamo
senza fretta perché anche la temperatura è gradevole,
a dispetto dei "giorni della Merla" che dovrebbero essere
i più freddi dell'inverno.
Scendiamo per sentiero diretto che chiude l'anello del Ronco e
riprendiamo quello dell'andata con molta, ma molta attenzione
perché bagnato e coperto da una quantità infinita
di foglie, belle, piacevoli da calpestare, ma adesso alquanto
insidiose.
Allentiamo la tensione con varie battute spiritose e magari fermandoci
a respirare questa buonissima aria di bosco che a dir poco è
"bellissimo", ma davvero bellissimo.
Ci fermiamo per la solita birra-caffè a conclusione di
una giornata favolosa, come la compagnia consolidata e anche la
scelta dell'escursione, più che soddisfacente, poco lontana
da casa e che pochi conoscevano. Senza ulteriori intoppi siamo
di ritorno a Mozzo verso le 15,30.
Dislivello 636 metri, tempo impiegato circa 5 ore totale.
Alla prossima!