25
luglio: Pizzo Badile Brembano (da Piazzatorre)
Le Torcole di Piazzatorre sono un angolo di Val Brembana amato
durante la stagione invernale, ma purtroppo dimenticato durante
la stagione estiva.
A corona di questo bellissimo luogo troviamo due montagne poco
conosciute: sono il pizzo Badile Brembano e il monte Secco Brembano,
montagne appartenenti al gruppo delle Alpi Orobie Occidentali
che si trovano in alta Val Brembana tra i comuni di Branzi, Isola
di Fondra e Piazzatorre.
La proposta in programma riguarda la salita del Pizzo Badile,
un'escursione di grande soddisfazione, su sentieri ben segnati
tra boschi e alpeggi con ampie vedute panoramiche su spazi aperti.
Alle 7,00 del 25 luglio partiamo puntuali come sempre da Mozzo
per recarci a Piazzatorre, località Piazzo dove parcheggiamo
le auto e iniziamo la nostra escursione lungo il sentiero 118.
L'avvio non è sicuramente di quelli più comodi,
non tanto per il fondo del percorso, ma quanto per la ripidità
del sentiero che sale costantemente, ben segnalato in un bosco
pulito che regala una frescura graditissima dopo le continue giornate
di calura fuori dall'ordinario sopportate alle nostre quote "cittadine".
Il passo è regolare e l'aria fresca che ci avvolge aiuta
a meglio sopportare la fatica dei 700 metri di dislivello (tutti
lì) che ci separano dalla partenza alla Baita di Monte
Secco, a 1830 metri di quota, dove finalmente ci fermiamo per
una gradita sosta.
Ed è proprio in questo frangente che godiamo pienamente
dei panorami appena "sbirciati" lungo la salita; panorami
che si aprono su tutta l'area delle Torcole, sul paese di Piazzatore,
cacciato laggiù mille metri più in basso stretto
tra le montagne e su queste praterie d'alta quota che salgono
ancora fino al Passo di Monte Colle a 1941 m di quota.
Da questa posizione, imponente, severa, rocciosa, verticale, la
parete ovest della nostra meta sembra quasi difendere l'accessibilità
alla cima riservandola solo a provetti alpinisti, ma il punto
debole che ci permetterà di raggiungere la vetta, è
sul versante opposto dove gli ultimi 100 metri di dislivello prima
della Croce di vetta si snodano dapprima lungo un esile cresta
a precipizio sulla parete ovest e infine lungo un sentiero, a
tratti più simile ad una traccia, che ripidissimo supera
questo piano inclinato finché non rimane più nulla
da salire.
Arriviamo in cima e finalmente possiamo constatare la grandiosità
del panorama (anche se la giornata non è particolarmente
limpida) che supera di gran lunga le aspettative che si generano
dalla lettura di relazioni di salita o video disponibili online.
La cima del Pizzo Badile Brembano a 2044 m di quota, è
isolata e questo consente un'apertura d'orizzonte particolarmente
estesa e si gareggia nel riconoscere le vette vicine e lontane,
ma anche i paesi di fondovalle che da questa quota appaiono nella
loro interezza come se fossimo a bordo di un aereo che li sorvola.
Come sempre, raggiunta la cima è d'obbligo la foto di gruppo
presso la Croce di vetta prima di iniziare la discesa che con
un largo giro ad anello ci porterà alla Casera Torcola
Vaga e infine al parcheggio di Piazzo.
Con estrema attenzione raggiungiamo il Passo di Monte Colle, ma
anziché scendere verso la casera di Monte Colle per poi
raggiungere il Forcellino, scendiamo circa 60 m di dislivello
lungo il sentiero di salita dove lo stesso forma una sorta di
tornante per poi risalire una piccola spalla lungo una traccia
che subito scende ripida e a tratti esposta, sotto la parte ovest
del Badile che attraversiamo su un ripido ghiaione dove qualche
bollo giallo (sempre da ricercare) fa da segnavia.
Poco prima della fine del ghiaione, la carcassa di un piccolo
camoscio rattrista un po' gli animi, abituati come siamo a vedere
questi splendidi animali superare balze rocciose o risalire ghiaioni
con una forza e leggerezza che allontanano l'idea del pericolo,
del rischio che anche per loro la montagna riserva.
Procediamo ora nel bosco che man mano scendiamo si fa sempre più
fitto; la traccia sempre ripida, diventa ora un sentiero più
marcato che finalmente si incrocia a quota 1630 con il sentiero
proveniente dalla Baita di Mezzo (che raggiungeremo più
tardi) che origina dai Gremei.
A questo incrocio, una piccola radura ci invita alla sosta per
il pranzo che ci permette di recuperare energie dopo la "cavalcata"
iniziata poco dopo le otto del mattino.
Rifocillati e riposati, ripartiamo lungo il sentiero che conduce
ai Gremei, allargando così il nostro "anello"
considerando l'orario ancora buono e per godere maggiormente dei
panorami che ci circondano.
Alla Baita, incontriamo un ragazzo (adolescente) che per conto
suo sta completando il lavaggio dei materiali utilizzati per la
produzione del formaggio; chiacchieriamo con lui e cogliamo dalle
sue parole la passione, ma anche la fatica che questo tipo di
attività comporta e la voglia di continuare con questa
attività: ragazzi di questo tipo danno ancora speranza
di vita ad un territorio difficile, non sempre amichevole, ma
sono loro che possono assicurare ancora un futuro alla montagna
e alle sue comunità.
Riprendiamo il nostro percorso e dopo tutte queste emozioni che
hanno caratterizzato la nostra escursione, giungiamo al parcheggio
di Piazzo dove la nostra escursione si conclude, preparandoci
per il rientro non prima di una meritatissima "bevuta"
offerta da Sergio per festeggiare i suoi fantastici "primi
ottant'anni" che ancora lo vedono lungo i sentieri di montagna
senza nulla temere: auguri Sergio da parte di tutti noi!
Senza particolari problemi di traffico rientriamo a Mozzo, dove
si conclude questa bellissima giornata vissuta in montagna e in
ottima compagnia.
Alla prossima!
Dislivello totale: 980 metri circa
Tempo in movimento: 5 ore
P.S.: degna di nota la performance di Alessandra, la giovanissima
escursionista che con la mamma ci ha accompagnato in questa uscita,
affrontata con vero spirito di avventura, resistenza e attenzione.