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maggio: Monte Alben - creste - Monte Croce
Aspettavamo da alcuni anni questa prestigiosa cima che ci sfuggiva
sempre per qualche motivo: o per maltempo o troppo carico di neve
da rendere pericolosa la salita del canalone, quest'anno programmata
per il 18 aprile e per vari motivi spostata poi ad oggi.
Quindi partiamo da Mozzo alle 7 per Cornalba nella val Serina,
parcheggiamo vicino al cimitero e attraversiamo il centro della
borgata sotto la famosa falesia dal colore rosato fino al bivio
del Sentiero Partigiano con il 503 che sale per oltre un'ora e
mezza nel fittissimo bosco, con una infinità di curve più
o meno erte e attraversamenti di canali, purtroppo del tutto asciutti
in questo periodo per mancanza di pioggia da molto tempo: è'
un vero peccato vederli così secchi e muti.
E' un versante molto impervio quello che stiamo salendo, ma su
un buon sentiero e dopo un'oretta di salita appare finalmente
un raggio di sole che illumina e scalda subito l'ambiente, perché
alla partenza la mattinata era davvero fresca, ma è solo
un attimo e si rientra di nuovo nel bosco ancora più scuro
di prima, fino ad approdare sui luminosi e fioriti prati della
ampissima e immensa conca dell'Alben.
Sosta alla Baita de Sura a metri 1589, ancora chiusa perché
troppo presto per l'alpeggio.
Da qui si vede bene che di neve purtroppo non ce n'è, il
canalone appena appena macchiato fa sfumare l'idea della risalita
lungo questa via per cui l'attesissima diretta con ramponi deve
essere rimandata alla prossima stagione; ramponi che oggi rimarranno
forzatamente nello zaino.
Mentre tutto il gruppo si avvia su sentiero normale per la vetta
principale di metri 2019, un'escursionista prosegue nel vallone
molto movimentato passando dal Rifugio Alben per un tiepido caffè
e continua piano piano fino al Passo della Forca metri 1848, dove
tra i molti camminatori c'è un gruppo con ragazzini molto
rumorosi e discoli.
Per togliersi dal caos la nostra escursionista incomincia la salita
verso la cima del Monte Croce metri 1975, appena 44 metri più
basso del vero e proprio, Alben; cima quella del Monte Croce per
niente banale e molto panoramica.
A metà percorso si vedono uscire due persone dalla ferrata
Pierangelo Maurizio (ferrata dedicata alla Guida di Oltre il Colle,
per anni amico e accompagnatore del nostro Gruppo nelle salite
più importanti della nostra attività, tragicamente
scomparso sulla vetta dell'Everest il 19 maggio 2007) che risale
una parete a picco dal versante opposto (qui sì che c'è
ancora neve).
Dalla cima che sembra quasi isolata, il panorama è notevole,
ma in primo piano si domina Oltre il Colle e dintorni, mentre
molto in basso, nella Valle del Riso dominano le pareti di queste
scogliera dolomitica che scendono piuttosto scoscese.
Altrettanto impagabile la vista sulla conca dell'Alben, dalla
forma di ferro di cavallo, davvero armoniosa e ampia resa ancor
più bella grazie alla giornata luminosa, calda e ben soleggiata
che contribuisce a rallegrare e rendere piacevole l'ambiente.
Nel frattempo, il gruppo diretto alla cima dell'Alben, dalla Baita
de Sura si avvia verso il Rifugio Alben, ma prima di raggiungerlo
taglia in direzione del canalone che inizia a risalire per poche
decine di metri lungo uno scivolo di neve per poi deviare subito
a destra (salendo) per immettersi sull'altrettanto ripido sentiero
estivo che sbuca proprio in corrispondenza dell'uscita del canalone.
Recuperato il fiato e dopo un sorso d'acqua, non rimane che risalire
l'ultimo tratto (sempre piuttosto ripido) che in poco più
di mezz'ora conduce ai 2019 metri della cima caratterizzata da
una massiccia Croce di ferro posta su un altrettanto massiccio
basamento di cemento.
Inutile dire che da qui il panorama che si gode a 360° è
immenso, limitato solo da una leggera foschia che nulla toglie
alla bellezza del luogo grazie anche alla splendida giornata che
ci accompagna.
Dopo esserci rifocillati e aver scattato le classiche foto di
vetta, decidiamo per la discesa di seguire il sentiero delle creste
che aggiunge alla nostra escursione quel tocco in più di
avventura e soprattutto di piacevolezza nel goderci questo ambiente
spettacolare in questa bellissima giornata.
Incontriamo molti escursionisti, ma la cosa che più ci
piace notare, è la giovane età di questi ragazzi
(forse perché la nostra non è più così
giovane) che pur nella fatica dell'ascesa, sono felici e nella
giusta spensieratezza e questo fa ben sperare che nelle giovani
generazioni ci sia ancora la volontà di godere della Natura
e di preservarla.
Proseguiamo il nostro percorso lungo la cresta fino al particolare
passaggio che attraverso un buco nella roccia ci conduce sul versante
opposto della montagna che abbandoniamo dopo poche decine di metri
per tornare sul versante della conca per raggiungere in breve
il Passo della Forca dove ad aspettarci c'è la nostra amica
di ritorno dalla cima del Monte Croce.
Riunito il gruppo, sosta pranzo alla Baita del Gioan (un bivacchino
ricavato nella roccia) alle ore 12,30 circa.
Questo pranzo si protrae un po' più a lungo del solito
visto che non si vuole ripartire, però si decide di fare
un'altra sosta al rifugio Alben, dove i molti volontari indaffaratissimi
con vassoi di vario genere, non riescono a soddisfare i numerosi
clienti sparsi ovunque, soprattutto nel prato antistante, quindi
anche noi aspettiamo un bel po' per avere un caffè.
Il sole è davvero gradevole e si starebbe qui volentieri,
ma il ritorno è ancora lungo quindi meglio decidersi a
scendere; discesa che faremo lungo il Sentiero dei Partigiani,
tracciato dedicato ai Partigiani di Cornalba trucidati durante
i rastrellamenti nazifascisti operati in valle nel novembre del
1944.
Il sentiero è inizialmente aperto e ondulato con addirittura
una cappelletta dedicata a San Rocco posizionata in bella vista,
poi diventa un normale sentiero con tratti radenti la roccia o
esposti fino a Cornalba, dove arriviamo verso le 16.
Bellissima, appagante escursione, complice la giornata favorevole
dove si dimentica la fatica della salita e riaffiorano i ricordi
delle prime esperienze importanti del nostro Gruppo fatte con
le guide alpine proprio su questo monte, perciò molto caro
al nostro GEM.
Da Cornalba tutto bene fino a Mozzo dove giungiamo verso le 17,30
(solito rallentamento a Villa).
Dislivello metri 1130, tempo complessivo dell'escursione (soste
escluse) circa 6,30 ore.
Alla prossima!