18 aprile: Valle del Giongo - Canto Alto

Questa giornata, da calendario GEM prevedeva l'uscita all'Alben per sfruttare l'ultima neve sicuramente ancora presente nel bel canalone (che desidereremmo tanto fare), ma durante la riunione settimanale del giovedì si è deciso di cambiare meta, considerando che in quota ci sarebbe stata una forte probabilità di maltempo che ci avrebbe impedito di gustare appieno questo itinerario; per tale motivo si decide quindi di anticipare l'uscita del 2 Maggio "Valle del Giongo, Canto Alto" in quanto il percorso si svolge a bassa quota riparato dalle bizzarrie del meteo (la quota massima raggiunge i 1146 metri del Canto Alto contro i 2019 dell'Alben).
Partendo da Mozzo alle 7,30 arriviamo alla chiesa della Botta di Sedrina verso le 8 ed iniziamo, guarda un po', andando in discesa che continua anche dopo aver lasciato la strada asfaltata ed imboccato il sentiero della Valle del Giongo.
Si continua a scendere fino in fondo per fiancheggiare il torrente Giongo accompagnati da una fioritura imponente di aglio orsino che copre con il suo bianco fiore profumatissimo e le sue foglie lucide verdissime i fianchi del torrente, oggi non molto vivace, ma abbastanza da regalarci degli angoli suggestivi nonché qualche rumoreggiante cascatella.
La temperatura è ottima e si sta molto bene vicino al torrente che seguiamo con una breve digressione rispetto al percorso principale per una ventina di minuti fino ad incontrare dei candidi angioletti posizionati qua e là che ci accompagnano alla grotta della Madonna a cui fanno compagnia.
Anche se non risulta alcuna apparizione, si percepisce tutt'intorno un certo spirito mistico, quasi sacro e riverente.
Sarebbe interessante proseguire sul corso del torrente perché la Valle, molto boscosa e selvaggia, nasconde addirittura dei laghetti tra le grotte, che pochi conoscono anche se è considerato un "Sito di Interesse Comune -S.I.C.-" fragile da proteggere e conservare.
Ritorniamo sui nostri passi fino ad incrociare il sentiero che inizialmente attraversa un prato "giallo" per una magnifica fioritura di tarassaco e poi si inerpica senza pietà per un lungo tratto decisamente erto e a tratti roccioso fino a sbucare dopo una buona ora ai "Prati Parini", spettacolare posizione affacciata sulla Valle Brembana nei paraggi di Zogno, San Pellegrino.
Sono passate tre ore dalla partenza ed un'escursionista decide di rimanere nella zona per esplorare con tranquillità i dintorni, scoprendo dei magnifici alpeggi con particolari capanni di caccia e perfino i primi narcisi, lasciando proseguire il resto della compagnia verso la vetta del Canto Alto.
Il percorso prosegue ormai su un sentiero decisamente più "comodo", anche se la distanza dalla cima richiede ancora più di un'ora di cammino; si attraversa un bellissimo bosco superando tratti d sentiero che fiancheggiano declivi molto ripidi fino a raggiungere finalmente l'ultimo tratto prima della cima che richiede ancora qualche sforzo per superare i due "salti" che portano alla grande Croce di vetta.
La soddisfazione è tanta, soprattutto per il raggiungimento di una cima più volte calpestata, ma raggiunta in quest'occasione salendo da una valle nascosta, ma ricca di bellezza e ancora autenticamente "naturale".
Solo il sole manca all'appuntamento, nascosto da nuvole grigie che sembrano presagire il possibile arrivo della pioggia, accompagnate da aria pungente.
Dopo la rituale foto di vetta, decidiamo subito do scendere e raggiungere i Prati Parini dove arriviamo verso le 13 accompagnati ora dal sole.
Ci si sistema nella zona giochi per il pranzo, mentre la struttura (agriturismo) è in grande fermento nella preparazione di piatti tipici montani per i buon gustai che qui arrivano lungo sentieri decisamente più "comodi" del nostro, anche solo per rilassarsi e mangiare.
Si tratta questa di un'ottima meta anche per portare i bambini a respirare l'aria pura e per l'apprezzato punto di ristoro simpaticamente condotto da Marco custode sapiente del luogo e allevatore di una particolare razza di mucche, nonché gradevole passaggio per l'ampio panorama che la zona offre.
L'aria pura però sta diventando un po' troppo fresca con accumulo (di nuovo) di nubi, quindi si decide di scendere verso Mediglio-Botta chiudendo il giro, su un percorso più breve e conosciuto.
Sì perché del "complesso" del Canto Alto che inizia a Villa d'Almè e si prolunga fino al Canto Basso-Filaressa (Alzano Lombardo), conosciamo moltissimi dei suoi sentieri avendoli saliti sia dal versante brembano che dal versante opposto, ma speriamo di approfondire e scoprire di più i segreti della Vallata (Giongo) che ha sollecitato la nostra curiosità.
Ci salutiamo sotto il campanile della chiesa di Botta e in poco tempo arriviamo a Mozzo verso le 15, senza intoppi.

Dislivello circa 900 metri, tempo totale impiegato circa 6 ore.

Alla prossima!

 

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