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aprile: Valle del Giongo - Canto Alto
Questa giornata, da calendario GEM prevedeva l'uscita all'Alben
per sfruttare l'ultima neve sicuramente ancora presente nel bel
canalone (che desidereremmo tanto fare), ma durante la riunione
settimanale del giovedì si è deciso di cambiare
meta, considerando che in quota ci sarebbe stata una forte probabilità
di maltempo che ci avrebbe impedito di gustare appieno questo
itinerario; per tale motivo si decide quindi di anticipare l'uscita
del 2 Maggio "Valle del Giongo, Canto Alto" in quanto
il percorso si svolge a bassa quota riparato dalle bizzarrie del
meteo (la quota massima raggiunge i 1146 metri del Canto Alto
contro i 2019 dell'Alben).
Partendo da Mozzo alle 7,30 arriviamo alla chiesa della Botta
di Sedrina verso le 8 ed iniziamo, guarda un po', andando in discesa
che continua anche dopo aver lasciato la strada asfaltata ed imboccato
il sentiero della Valle del Giongo.
Si continua a scendere fino in fondo per fiancheggiare il torrente
Giongo accompagnati da una fioritura imponente di aglio orsino
che copre con il suo bianco fiore profumatissimo e le sue foglie
lucide verdissime i fianchi del torrente, oggi non molto vivace,
ma abbastanza da regalarci degli angoli suggestivi nonché
qualche rumoreggiante cascatella.
La temperatura è ottima e si sta molto bene vicino al torrente
che seguiamo con una breve digressione rispetto al percorso principale
per una ventina di minuti fino ad incontrare dei candidi angioletti
posizionati qua e là che ci accompagnano alla grotta della
Madonna a cui fanno compagnia.
Anche se non risulta alcuna apparizione, si percepisce tutt'intorno
un certo spirito mistico, quasi sacro e riverente.
Sarebbe interessante proseguire sul corso del torrente perché
la Valle, molto boscosa e selvaggia, nasconde addirittura dei
laghetti tra le grotte, che pochi conoscono anche se è
considerato un "Sito di Interesse Comune -S.I.C.-" fragile
da proteggere e conservare.
Ritorniamo sui nostri passi fino ad incrociare il sentiero che
inizialmente attraversa un prato "giallo" per una magnifica
fioritura di tarassaco e poi si inerpica senza pietà per
un lungo tratto decisamente erto e a tratti roccioso fino a sbucare
dopo una buona ora ai "Prati Parini", spettacolare posizione
affacciata sulla Valle Brembana nei paraggi di Zogno, San Pellegrino.
Sono passate tre ore dalla partenza ed un'escursionista decide
di rimanere nella zona per esplorare con tranquillità i
dintorni, scoprendo dei magnifici alpeggi con particolari capanni
di caccia e perfino i primi narcisi, lasciando proseguire il resto
della compagnia verso la vetta del Canto Alto.
Il percorso prosegue ormai su un sentiero decisamente più
"comodo", anche se la distanza dalla cima richiede ancora
più di un'ora di cammino; si attraversa un bellissimo bosco
superando tratti d sentiero che fiancheggiano declivi molto ripidi
fino a raggiungere finalmente l'ultimo tratto prima della cima
che richiede ancora qualche sforzo per superare i due "salti"
che portano alla grande Croce di vetta.
La soddisfazione è tanta, soprattutto per il raggiungimento
di una cima più volte calpestata, ma raggiunta in quest'occasione
salendo da una valle nascosta, ma ricca di bellezza e ancora autenticamente
"naturale".
Solo il sole manca all'appuntamento, nascosto da nuvole grigie
che sembrano presagire il possibile arrivo della pioggia, accompagnate
da aria pungente.
Dopo la rituale foto di vetta, decidiamo subito do scendere e
raggiungere i Prati Parini dove arriviamo verso le 13 accompagnati
ora dal sole.
Ci si sistema nella zona giochi per il pranzo, mentre la struttura
(agriturismo) è in grande fermento nella preparazione di
piatti tipici montani per i buon gustai che qui arrivano lungo
sentieri decisamente più "comodi" del nostro,
anche solo per rilassarsi e mangiare.
Si tratta questa di un'ottima meta anche per portare i bambini
a respirare l'aria pura e per l'apprezzato punto di ristoro simpaticamente
condotto da Marco custode sapiente del luogo e allevatore di una
particolare razza di mucche, nonché gradevole passaggio
per l'ampio panorama che la zona offre.
L'aria pura però
sta diventando un po' troppo fresca con accumulo (di nuovo) di
nubi, quindi si decide di scendere verso Mediglio-Botta chiudendo
il giro, su un percorso più breve e conosciuto.
Sì perché del "complesso" del Canto Alto
che inizia a Villa d'Almè e si prolunga fino al Canto Basso-Filaressa
(Alzano Lombardo), conosciamo moltissimi dei suoi sentieri avendoli
saliti sia dal versante brembano che dal versante opposto, ma
speriamo di approfondire e scoprire di più i segreti della
Vallata (Giongo) che ha sollecitato la nostra curiosità.
Ci salutiamo sotto il campanile della chiesa di Botta e in poco
tempo arriviamo a Mozzo verso le 15, senza intoppi.
Dislivello circa 900 metri, tempo totale impiegato circa 6 ore.
Alla prossima!