DECIMA ESCURSIONE GEM 2012 –PIZZO DEL DIAVOLO DI MALGINA - OROBIE - m 2926

Si è pensato che fare 2000 metri di dislivello in giornata con questo caldo sarebbe stato un po' pesante, quindi abbiamo lanciato l'idea di spezzare l'escursione in due tempi. Idea risultata gradita a quasi tutti.

Così in 5 partiamo il sabato mattina 30 giugno non tanto presto perché dobbiamo arrivare solo al rifugio “Naturale al Barbellino”, ma le macchine già parcheggiate in ogni angolo di Valbondione rendono l'idea di quante persone sono in giro. Ad ogni modo, trovato un buco per le nostre e avviatici per il bosco ci si rende subito conto che sarà dura, il caldo e l'afa si sentono quindi cerchiamo di non sprecare energie più di tanto e arrivati al rifugio Curò facciamo una bella sosta. Manca ancora un'oretta alla meta ma adesso il percorso è quasi pianeggiante, costeggia il favoloso verdissimo lago alla diga Barbellino in tutta la sua lunghezza e il torrente ci chiama, ci invita ad entrare nelle sue fresche pozze d'acqua limpida. All'arrivo siamo accolti dall'amico rifugista, sistemiamo gli zaini e pranziamo, con calma. Passiamo il pomeriggio al lago “naturale” contemplando la bella conca, lo Strinat, il Torena ecc. ecc., stiamo proprio bene e in un attimo sono già le 17,30 e il sole è ancora alto.

Torniamo al rifugio ad spettare l'altro gruppo partito di pomeriggio (4 in bici e 5 a piedi), chissà come se la saranno cavata. A giudicare dalle facce belle rosse e sudate devono aver boccheggiato ben bene anche loro.

Però la cena è ottima e la compagnia allegra è molto piacevole.

La colazione della domenica è alle 7 ma, alle 6,30 siamo già tutti a tavola con Alberto, partito alle 4,30 da Valbondione.

Ora siamo veramente pronti ad iniziare la nostra escursione. Scendiamo fino all'incrocio del sentiero 310 e per lo stesso entriamo nella valle attraversando un paio di volte il torrente e, risalito una stretta balza ci troviamo al suggestivo lago della “Malgina”. Proseguiamo per pietroni fino ad arrivare al pianoro morenico superiore con i resti dell'antica vedretta della “Malgina”, seguendo sempre bolli e ometti percorriamo alcune collinette dominanti la conca con il piccolo ghiacciaio e dove da alcuni anni si è formato un “piccolo” laghetto (verdeggiante e mezzo ghiacciato” che vorremmo proporre al CAI di chiamare G E M.

Da qui vediamo bene l'imponente “DIAVOLO”, dobbiamo aggirare la conca e portarci sotto la cresta e con prudenza fra cengette, canalini e appigli vari ci portiamo al centro della piramide ormai in vista della croce di vetta. Si arrampica l'ultimo tratto vincendo un gradino di roccia rotta e piuttosto friabile.

Panorama strepitoso sia sulle vette della bergamasca (Re Castello ecc.ecc.) che sulla Valtellina. Diavolo di una Malgina, ci siamo arrivati tutti! Strette di mano, felicità e foto

La nostra amica che per la prima volta fa una cosa simile, dopo aver provato l'ebbrezza dell'arrampicata, si lascia legare durante la discesa per maggiore sicurezza. Scendendo piano piano e sempre attenti al passo, ci gustiamo appieno il favoloso paesaggio delle nostre meravigliose Orobie.

Ci fermiamo al lago Malgina per sosta fiato e ricaricare le batterie perché ora dobbiamo scendere fino a Valbondione, alle macchine. Fin qui i tempo e la temperatura sono stati ottimi, piacevoli ma dal rifugio Curò e fino alla fine si sente di nuovo il caldo.

Nel frattempo abbiamo incrociato i tre “forti” che non potendo venire di sabato, hanno fatto tutto di domenica.

1° giorno tre ore di salita
2° giorno tre ore di salita più sei ore circa di discesa

Escursione lunga impegnativa ma bella bella bella.


Anna Perico

Alla Prossima

 

 

 

 

 

 

 



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